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Pavia Vivaio di Imprese

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Experienza pavese






La genetica e il gusto: Guglielmina Ranzani e Ornella Semino
Durante l’Open Lab, le analisi precedentemente svolte di caratterizzazione genetica relative ad alcune varianti di un gene associato alla percezione del gusto amaro, a partire dalla raccolta dei campioni biologici da cui estrarre il DNA, verranno illustrate dettagliatamente al pubblico tramite proiezioni che ripercorrono tutte le fasi dell’attività di laboratorio. I risultati genetici saranno poi associati al fenotipo “taster” e “non-taster”. Alle persone presenti all’Open Lab sarà proposto l’assaggio di particolari sostanze/alimenti di sapore amaro e chiedendo loro di valutare l’intensità del gusto percepito (tramite una scala di valori) e di compilare un questionario relativo alle preferenze alimentari per dimostrare ai presenti quanto la genetica possa essere importante nella percezione del gusto e quindi anche nelle scelte alimentari, con possibile ricaduta sullo stato di salute

Valorizzazione dei vini di eccellenza dell’Oltrepo’ pavese: approccio metodologico: Maria Daglia
E’ proposto un innovativo metodo di monitoraggio del processo di vinificazione che permetta di seguire passo-passo le modificazioni chimiche e biologiche che avvengono nel vino che sono le principali responsabili delle proprietà organolettiche del prodotto finito. Attraverso lo studio del grado di soddisfazione del cliente-degustatore, sono verificate le caratteristiche del processo di vinificazione che dovranno essere considerate o escluse per rendere il prodotto quanto più possibile vicino al gusto del consumatore.

Dagli scarti dell'uva proposte sostenibili per la cura e il benessere della pelle: Giovanni Borroni
La pelle, uno degli organi più estesi dell’uomo, svolge una funzione di barriera tra l’ambiente esterno e quello interno e anche per questo è organo di relazione per eccellenza. Il laboratorio verte sull’analisi degli effetti biologici di alcuni polifenoli contenuti nell’uva Croatina sulle cellule endoteliali dermiche umane in vitro. In particolare verranno studiati gli effetti dei polifenoli sia sull’espressione di molecole che mediano l’infiammazione e su marcatori biologici dell’invecchiamento cellulare, sia sulla funzione endoteliale attraverso saggi di proliferazione e di migrazione cellulare. Verranno presentati materiali grafici divulgativi (poster, volantini, slide digitali etc.) che illustreranno in termini comprensibili al pubblico più vasto i noti effetti biologici dei polifenoli dell’uva in generale sulla salute umana. I partecipanti avranno l’opportunità di interagire direttamente, in maniera informale, con i ricercatori sulle specificità dell’uva del territorio pavese.

Nutrirsi e curarsi con i funghi medicinali: un esempio attraverso il fungo Pleurotus ostreatu: Paola Rossi e Elena Savino
Tra i funghi che meglio si prestano alle attività di laboratorio e che possono suscitare curiosità e interesse nella popolazione, è stato scelto il genere Pleurotus, fungo che comprende diverse specie presenti anche allo stato selvatico nel territorio pavese. I passi sperimentali che non potranno essere svolti direttamente con il pubblico verranno illustrati con materiale esplicativo, preparato ad hoc per la comprensione delle diverse fasi sperimentali. E’ previsto uno scambio interattivo con il pubblico: ad esempio viene data la possibilità ad alcuni partecipanti di sottoporsi ad alcuni semplici test per la misura di alcuni parametri indicatori dello stato di benessere dell’individuo (es. misura della massa magra-grassa).

Utilizzo di donatori di ossido di azoto nel miglioramento della resistenza ai patogeni nelle piante