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Segnalazione illeciti

Procedura di segnalazione degli illeciti e tutela del lavoratore segnalante
Con l’emanazione della c.d. Legge Anticorruzione è stato introdotto nel nostro ordinamento il nuovo istituto, di derivazione anglosassone, sulla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (whistleblower), ex art. 54 bis del D.Lgs 165/2001.

Il pubblico dipendente segnalante (whistleblower) può contribuire a far emergere episodi di corruttela o di cattiva amministrazione che siano in contrasto con l’interesse pubblico.

L’Amministrazione ricevente la segnalazione ha l’obbligo di tutelare il dipendente pubblico segnalante da eventuali ritorsioni o altre ripercussioni negative e contemporaneamente si fa carico di esaminare la situazione segnalata ed intervenire qualora ne ricorrano i presupposti.

ATTENZIONE: il nominativo del segnalante e i contenuti della segnalazione sono tutelati da riservatezza ma non sono coperti da anonimato.
Le segnalazioni sono ricevute e gestite dal Responsabile per la prevenzione della corruzione e della trasparenza e da due stretti collaboratori della Struttura di supporto. Qui i nominativi.

L'Ateneo, introducendo un'apposita “Procedura di segnalazione degli illeciti e tutela del lavoratore segnalante”, oltre al contatto per le vie brevi del personale sopra citato, permette l'inoltro della segnalazione a mezzo mail e tramite piattaforma online dedicata.

Segnalazione a mezzo mail
Qui il modello per la segnalazione degli illeciti 
Inviare la segnalazione a: segnalazioneilleciti@unipv.it
Attraverso questa procedura il nominativo del segnalante è immediatamente visibile al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e ai due membri della Struttura di supporto.

Segnalazione a mezzo piattaforma dedicata  
Link al form online per la segnalazione di illeciti
La piattaforma richiede i riferimenti anagrafici del segnalante ma questi non sono visibili al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e ai due membri della Struttura di supporto se non attraverso un ulteriore passaggio di sblocco dell'identità che lascia traccia informatica e che deve essere giustificato da esigenze istruttorie o di difesa di terzi.