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Giornate in ricordo di Enrico Magenes

Per onorare la memoria del loro maestro a un anno dalla sua scomparsa, allievi, amici e colleghi di Enrico Magenes hanno organizzato a Pavia, nei giorni 2-4 novembre 2011, un convegno internazionale promosso dal Dipartimento di Matematica dell'Università di Pavia, dall'IMATI-CNR e dal Collegio Santa Caterina da Siena con il patrocinio di prestigiose istituzioni accademiche italiane.

Il convegno si aprirà alla mattina del 2 novembre, alle ore 11:30 presso l’Istituto di Matematica Applicata e Tecnologie Informatiche (IMATI) del CNR, in via Ferrata 1 (polo Cravino), con la cerimonia di intitolazione dell’IMATI ad Enrico Magenes, che ne è stato il fondatore nel 1970 e il direttore per oltre 20 anni.

La figura umana e scientifica di Magenes verrà ricordata il pomeriggio del 2 novembre, a partire dalle ore 15:00 nell'Aula Magna dell'Università, da Franco Brezzi, Presidente dell'Unione Matematica Italiana e Direttore dell’IMATI, Giuseppe Geymonat (Université Montpellier II), Claudio Baiocchi (Università di Roma La Sapienza), Piero Colli Franzone (Università di Pavia), Claudio Verdi (Università di Milano), Mario Ferrari (Università di Pavia), che illustreranno, in una prospettiva storica, il ruolo di Magenes per la fondazione, le applicazioni e l'insegnamento della matematica moderna.

La sera del 2 novembre sarà dedicata ad un incontro presso il Collegio Santa Caterina su "L'impegno sociale e civile dell'uomo di cultura" cui interverranno Lamberto Maffei, presidente dell'Accademia dei Lincei, Dario Antiseri (LUISS, Roma), l'on. Virginio Rognoni, e il Vescovo di Pavia mons. Giovanni Giudici.

Nelle due giornate successive (3-4 novembre) Pavia ospiterà le conferenze di alcuni dei matematici più prestigiosi nel campo delle Equazioni alle Derivate Parziali: Luigi Ambrosio (Scuola Normale Superiore, Pisa), Douglas N. Arnold (University of Minnesota), Claudio Canuto (Politecnico di Torino), Philippe G. Ciarlet (City University of Hong Kong), David Kinderlehrer (Carnegie Mellon University, Pittsburgh), Pierre-Louis Lions (Collège de France), Yvon Maday (Université Pierre ed Marie Curie, Paris), Umberto Mosco (Worcester Polytechnic Institute), Ricardo H. Nochetto (University of Maryland), Alfio Quarteroni (EPFL, Lausanne - Politecnico di Milano), Augusto Visintin (Università di Trento).

La lista degli speaker annovera membri della Accademia dei Lincei, della Académie des Sciences e del Collège de France, dell’Accademia Norvegese di Scienze e Lettere, del gruppo degli ”Highly Cited” dell’ISI, il past-president della Society for Industrial and Applied Mathematics, i vincitori dei premi Feltrinelli e Fermat, nonché la medaglia Fields Pierre-Louis Lions (in ambito matematico la medaglia Fields equivale per importanza al premio Nobel, che per la matematica non è previsto).
All’evento parteciperanno oltre 200 matematici da Europa e America, per ascoltare le nuove scoperte di grandi protagonisti della scienza contemporanea e rendere omaggio alla figura di Enrico Magenes.

Enrico Magenes è stato un protagonista e un testimone straordinario dei valori, degli ideali e del pensiero scientifico del ‘900.

Nato nel ’23 a Milano, la guerra lo costrinse ad interrompere a 20 anni gli studi di matematica alla Normale di Pisa. Tornato a Pavia, fu dirigente dell’Azione Cattolica e tra i promotori della costituzione della Democrazia Cristiana. Nella notte dell’armistizio nel ‘43 era stato tra coloro che avevano affisso sul portone dell’Università l’invito alla popolazione ad armarsi per contrastare i nazifascisti.  Membro del CLN, l’anno successivo fu arrestato e deportato nel Lager di Flossenburg, alle cui violenze e durissimi stenti riuscì a sopravvivere, fino ad essere liberato nell’aprile del ’45.
“Il segreto di quegli uomini che a noi appaiono eccezionali”, dice a proposito di questi anni il prof. Giulio Guderzo, ”stava anche nell’aver attraversato quell’anticipazione di inferno, esserne consapevoli, e aver conseguentemente deciso di operare per quanto stava in loro perché quella tragedia non si ripetesse, restituendo in tal modo un senso a quella loro stessa personale, tremenda esperienza”.

Ripreso subito con passione lo studio della matematica, la carriera accademica di Magenes fu particolarmente brillante: professore ordinario a Modena a 29 anni, giunse a Pavia nel 1959 dove ricoprì la cattedra di Istituzioni di Analisi Superiore fino al 1996, diventando poi professore emerito.
Promotore e direttore del Centro di Calcolo dell’Università, membro dell'Accademia dei Lincei, presidente dell'Unione Matematica Italiana dal '73 al '75, Magenes fondò nel 1970 l’Istituto di Analisi Numerica del CNR (ora con il nome di IMATI) che diresse per oltre 20 anni portandolo ai vertici della matematica applicata internazionale. L’IMATI verrà intitolato al suo nome il prossimo 2 novembre.

Sempre a Pavia è stato presidente, guida e sostegno (dalla fondazione fino a pochi anni fa) del Collegio Universitario Santa Caterina da Siena, istituito nel 1973 secondo un’indicazione di Paolo VI, uno dei quattro collegi di merito del sistema universitario pavese.

In un mondo universitario dove non è sempre facile coniugare le doti organizzative con lo studio e la ricerca, il contributo scientifico di Magenes all’Analisi Matematica è stato di eccezionale valore e gli è valso il premio Lagrange del Committee for International Conferences on Industrial and Applied Mathematics; professore visitatore in prestigiose sedi universitarie internazionali, autore di importanti pubblicazioni in svariati campi della matematica, la sua fondamentale opera in tre volumi Problémes aux limites non homogénes et applications, scritta in collaborazione con Jacques-Louis Lions e tradotta in varie lingue (fra le quali l'inglese, il russo e il cinese) ha costituito e costituisce tuttora un riferimento essenziale per la teoria delle equazioni alle derivate parziali. Proprio in questo settore, per impulso delle sue idee e della sua energia, la scuola di Pavia ha formato generazioni di studiosi di grande valore, aprendoli alla collaborazione con alcuni dei protagonisti matematici del pensiero scientifico del '900, come Jacques-Louis Lions, Ennio De Giorgi, Guido Stampacchia, Carlo Pucci e Giovanni Prodi, di cui Magenes aveva condiviso in profonda amicizia gli ideali del dopoguerra, l’apertura verso nuove idee e nuovi problemi, l'amore per la libertà, il rispetto per il valore e le opinioni altrui.

Oltre ad essere un grande matematico, Enrico Magenes è stato una persona di straordinaria umanità e ricchezza, con un impegno profuso in ogni direzione, instancabile, rispettoso delle leggi, teso a migliorare le Istituzioni e a sostenere e incoraggiare con grande generosità le persone che vi lavoravano indipendentemente dalle loro convinzioni o tradizioni culturali: un impegno radicato nella forza della propria fede cristiana, della propria libertà e del proprio coraggio.
La matematica, l’amore per la ricerca, l’impegno civile e sociale, la serietà e la fede non erano facce disgiunte della sua personalità, ma un unico intreccio, in cui il rigore dello studio e  la passione per l’indagine scientifica si riversavano naturalmente sulla serietà e l'onestà ideale, animate  dalla  fede e spronate dalla generosità del suo impegno nella difesa senza sconti del talento e del merito.
Un esempio di coerenza e di qualità raro e di grande conforto, in grado di illuminare in profondità il rapporto tra scienza, fede, coerenza personale e impegno pubblico.