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Ricercatori: la delibera approvata dal Senato accademico e fatta propria dal CdA

Mozione approvata dal Senato accademico il 21 giugno 2010, e fatta propria dal Consiglio di Amministrazione il 28 giugno 2010

                                                                           IL SENATO ACCADEMICO

prende atto che nella maggior parte delle Facoltà dell’Ateneo pavese molti ricercatori, aderendo alla mobilitazione che sta interessando numerosi Atenei italiani, hanno dichiarato – in attesa di significativi cambiamenti del disegno di legge – la propria indisponibilità ad assumere per affidamento compiti di didattica frontale nell’A.A. 2010-11;

pur giudicando positivamente gli emendamenti al testo originale con cui il disegno di legge 1905 è stato licenziato dalla commissione Cultura del Senato, ritiene essenziale che ulteriori cambiamenti siano introdotti nel corso dell'iter parlamentare;

in particolare, ribadisce che nessuna reale riforma universitaria può essere fatta “a costo zero”, per giunta in presenza di un insieme di disposizioni penalizzanti per gli Atenei quali la riduzione del FFO, le limitazioni nel ricambio del personale docente e non docente, il blocco degli incrementi stipendiali previsto dalla manovra finanziaria recentemente decretata dal governo;

auspica che la nuova legge di riforma salvaguardi il ruolo cruciale dell’Università pubblica, quale sede principale della ricerca scientifica e della trasmissione dei saperi, per lo sviluppo e la crescita della nazione;

ritiene che i futuri organi di governo dell’Ateneo debbano essere coerenti con tali caratteristiche e debbano essere ispirati ad una reale autonomia e rispettosi del principio di rappresentatività delle varie componenti accademiche, con organi deliberanti in cui sia garantita la discussione e il confronto delle opinioni;

fa proprie le sollecitazioni più volte espresse dalla CRUI a favore di un nuovo piano di reclutamento nazionale con tempi e ritmi certi, fondato sul merito e capace di rispondere alle crescenti necessità di rinnovamento generazionale del sistema universitario;

ritiene che la legge di riforma debba contemplare una ridefinizione dello stato giuridico dei ricercatori e garantire, a quanti di essi abbiano conseguito un giudizio di idoneità concorsuale o un’abilitazione nazionale, il transito nella fascia superiore della docenza (ciò che richiede, quale condizione indispensabile, lo stanziamento di apposite risorse finalizzate);

auspica per la nuova figura di ricercatore a tempo determinato un reale percorso di tenure track che preveda, dopo il conseguimento di un'idoneità nazionale alla docenza, l'obbligo dell'ateneo d'inquadrarlo come professore associato, onde evitare la costituzione di una nuova forma di precariato senza garanzie di sbocco;

riconosce la validità della mobilitazione in atto e, al tempo stesso, il ruolo essenziale svolto dai ricercatori nell’assicurare la copertura dell’offerta didattica delle Facoltà, soprattutto in una situazione come quella attuale caratterizzata da una drastica riduzione del corpo docente;

ritiene opportuno, anche al fine di garantire una attenta analisi delle problematiche connesse, dedicare alla mobilitazione dei ricercatori una apposita Conferenza d’Ateneo, da tenersi a breve termine;

rivolge un appello a tutte le componenti accademiche affinché vengano fatti tutti gli sforzi necessari per superare con coesione questo momento difficile per l'Università;

sospende, per il momento, la delibera di programmazione dell’offerta formativa dell’Ateneo per l’a.a. 2010-2011;

dà infine mandato al Magnifico Rettore di esprimere in tutte le sedi istituzionali i contenuti della presente mozione, dandole anche rilevanza mediatica nelle forme che riterrà più opportune ed efficaci.