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Dalla genetica l’origine degli Ebrei Ashkenaziti

Un nuovo articolo pubblicato sull’autorevole rivista internazionale “Nature Communications” sostiene di aver risolto la questione dell’origine degli Ebrei Ashkenaziti. L’analisi di campioni di DNA ha, infatti, dimostrato che per quanto riguarda le linee genetiche di origine materna, quelle degli Ashkenaziti deriverebbero in gran parte non dal Medio Oriente, ma dall’Europa meridionale e occidentale.
L’origine Europea delle linee materne degli Ebrei Ashkenaziti.

Non esistono ancora risposte certe riguardo l’origine degli Ashkenaziti, gli Ebrei dell’Europa centrale e orientale. Una scuola di pensiero sostiene che i loro antenati siano migrati in Europa dalla Palestina nel primo secolo d.C., dopo la distruzione del Secondo Tempio da parte dei Romani, e che solo successivamente possano esser andati incontro a matrimoni misti con Europei. Uno scenario alternativo prevede che gli Ashkenaziti siano di origine europea, cioè che siano costituiti principalmente da Europei convertiti alla religione ebraica, specialmente in Italia. Infine, un’ulteriore ipotesi sostiene che potrebbero essere discendenti dell’impero Cazaro, i cui sovrani si convertirono all’ebraismo nell'8°-10° secolo d.C.

L’Archeogenetica, una disciplina che associa dati genetici a studi storici e preistorici, ha dato un contributo significativo nel risolvere tale disputa. I dati relativi al cromosoma Y (trasmesso dal padre ai soli figli maschi) sembrano confermare l’ipotesi a sostegno di un’origine delle linee paterne nel Vicino Oriente. La controparte femminile del DNA mitocondriale, che viene trasmesso esclusivamente dalla madre a tutti i figli, ha finora fornito dati di più difficile interpretazione. Tuttavia, nel caso specifico, l’analisi di questo strumento genetico è di fondamentale importanza, dato che l'affiliazione religiosa all'Ebraismo per via materna vige almeno dal 200 d.C..

Una nuova ricerca internazionale a cui hanno contribuito le Università italiane di Pavia (Dott.ssa Anna Olivieri e Dott. Ugo A. Perego del Dip. di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”) e Perugia (Dott. Alessandro Achilli del Dip. di Chimica, Biologia e Biotecnologie) si è occupata della questione dell’origine degli Ebrei Ashkenaziti analizzando un gran numero di genomi mitocondriali completi (ossia l’intera sequenza di 16,569 paia di basi) appartenenti a popolazioni attualmente distribuite in Europa, Caucaso e Medio Oriente. Nella maggior parte dei casi, le linee mitocondriali degli Ebrei Ashkenaziti sono risultate più strettamente correlate a quelle dell’Europa occidentale e si è potuto dimostrare che tali linee erano già presenti in Europa diverse migliaia di anni fa.

Questo implica che gli uomini di origine ebraica che migrarono in Europa dalla Palestina circa 2000 anni fa presero spesso in moglie donne Europee incontrate prima nella zona mediterranea – specialmente in Italia – e successivamente in Europa centrale e occidentale. In pratica, durante le prime fasi della Diaspora, si verificarono molti casi di conversione all’ebraismo tra le popolazioni Europee, ma riguardavano il più delle volte donne. In conclusione, le linee di discendenza femminili degli ebrei Ashkenaziti non si sarebbero originate in Palestina o nell’impero Cazaro, ma in Europa meridionale e occidentale.

“Questi risultati genetici”, dice la Dott.ssa Olivieri, “forniscono alcune risposte convincenti alla questione dell’origine degli Ebrei Ashkenaziti, dopo decenni e decenni di dibattiti che hanno coinvolto le più svariate discipline scientifiche e umanistiche”. “Aver identificato un'origine europea delle più comuni linee materne degli Ashkenaziti”, conclude il Dott. Achilli, “è un risultato molto significativo nell'ambito di una ricerca più ampia volta a decifrare l'origine e a ricostruire la storia di molte, se non tutte, le popolazioni umane,”.

• “A substantial prehistoric European ancestry amongst Ashkenazi maternal lineages”, di Marta D. Costa, Joana B. Pereira, Maria Pala, Veronica Fernandes, Anna Olivieri, Alessandro Achilli, Ugo A. Perego, Sergei Rychkov, Oksana Naumova, Jiri Hatina, Scott R. Woodward, Ken Khong Eng, Vincent Macaulay, Martin Carr, Pedro Soares, Luısa Pereira & Martin B. Richards è pubblicato sulla rivista Nature Communications 4:2543, DOI: 10.1038/ncomms3543, www.nature.com/naturecommunications