Università degli studi di Pavia
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Dal De Republica di Cicerone al Leviathan di Thomas Hobbes: si inaugura martedì 7 settembre (ore 17, 30) presso il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia la mostra bibliografica Libertà e terre di libertà nella prima età moderna. Da Atene alla Repubblica di San Marino, dedicata alle grandi opere e alle principali dottrine che nei secoli hanno disegnato nuove dimensioni di libertà. La mostra, che resterà aperta fino al 29 settembre, è realizzata nellambito del Festival dei Saperi 2010.
Interverranno allinaugurazione del 7 settembre Alessandra Bracci Direttore della Biblioteca Universitaria di Pavia, Alessandro Cattaneo Sindaco di Pavia, Caterina Bon Valsassina Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, Angiolino Stella Rettore dellUniversità di Pavia, Romeo Morri Segretario di Stato per lIstruzione e la Cultura, lUniversità e le Politiche giovanili della Repubblica di San Marino; illustreranno il percorso espositivo Fabio Rugge, Preside della Facoltà di Scienze Politiche dellUniversità di Pavia, Arturo Colombo, Facoltà di Scienze Politiche dellUniversità di Pavia e Paolo C. Pissavino, curatore della Mostra.
Promossa dal Comune di Pavia in collaborazione con la Segreteria di Stato per lIstruzione e la Cultura della Repubblica di San Marino, e allestita nel settecentesco Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, la mostra offre un singolare itinerario bibliografico e iconografico dellidea di libertà attraverso le opere dei maggiori pensatori europei della prima età moderna.
Nei suoi ricchi fondi librari, la Biblioteca Universitaria di Pavia custodisce, inerenti al tema, non solo alcune importanti prime edizione quella del De Republica di Cicerone (Roma 1822), quella della Republica Fiorentina di Donato Giannotti (Venezia 1721), oppure, ad esempio, quella del Leviathan di Thomas Hobbes (London 1651) ma anche le opere di Giovan Battista Piranesi, di Jan Blaeu e di Jan Jansson che permettono, con le loro tavole incise, di raffigurare singolari prospettive e paesaggi di libertà: da Roma antica a Venezia, a San Marino.
Come insegna Norbero Bobbio, libertà e potere hanno scandito la dialettica entro cui la bimillenaria tradizione del pensiero politico ha cercato di delineare lassetto sociale e istituzionale più confacente ai bisogni e ai desideri che luomo ha perseguito in ciascuna epoca.
La mostra richiama alcuni momenti di quella tradizione - dallUmanesimo ai repubblicani inglesi, dal giusnaturalismo allilluminismo - nelloffrire al pubblico le grandi opere e le più importanti dottrine che disegnarono nei secoli nuove dimensioni di libertà: dalle libertà politiche alla libertà di pensiero e di espressione, alla libertà di commercio.
Di più, nel corso della storia della prima età moderna differenti comunità, riportandosi anche agli esempi di Roma e Atene, posero la libertà a egida delle proprie istituzioni: le repubbliche italiane, gli Svizzeri, le Province Unite, gli americani insorti contro il dominio inglese, la repubblica di San Marino.
In questa prospettiva, anche il ricorso costante nellallestimento della mostra allapparato iconografico contenuto nei testi costituisce una peculiare galleria della libertà, volta a mostrare al pubblico i luoghi in cui tale valore venne affermato e difeso.
Lesposizione, articolata in sedici sezioni e ricca di oltre 130 volumi e documenti, è aperta, non a caso, da una sezione dedicata alle immagini della libertà, così come venne rappresentata nelle edizioni che dal Cinquecento al Settecento segnarono la fortuna editoriale dellIconologia di Cesare Ripa, fonte ineludibile per comprendere appieno la simbologia che caratterizzò la produzione artistica e culturale della prima modernità.
Una sezione è specificatamente dedicata alla Repubblica di San Marino e al mito che ne ha accompagnato la storia a partire dalla prima età moderna.
Invero, il motto Libertas o Libertas perpetua, riprodotto anche sui sigilli e sugli stemmi della Terra Sancti Marini, vi possiede ancora oggi differente valore rispetto alla retorica con cui le altre repubbliche (Venezia, Firenze, Lucca, Genova) avevano inteso affermare lessenza stessa del loro sistema politico.
Infatti, la tradizione millenaria di autogoverno e di libertà di cui gode la comunità del Titano, nel 2008, è stata riconosciuta dallUnesco patrimonio dellUmanità, quasi a ribadire lesaltazione che Abraham Lincoln aveva fatto della Repubblica quale paradigma dei valori repubblicani di governo, anzi come incoraggiamento per tutti gli amici dellUmanità. Non è un caso, quindi, che la lettera indirizzata il 7 maggio 1861 dal presidente Lincoln ai Capitani Reggenti del piccolo Stato figuri come pezzo importante nel percorso espositivo, accanto agli statuti del 1295-1302 del Commune et Castrum Sancti Marini e accanto allautografo del discorso su La libertà perpetua di San Marino pronunciata da Carducci il 30 settembre 1894 in occasione dellinaugurazione del Palazzo Pubblico della Repubblica del Titano. Questi documenti con generosità sono stati forniti dallArvhivio Pubblico di Stato e dalla Biblioteca di Stato della Repubblica di San Marino, così come con eguale collaborazione la Biblioteca Civica Bonetta di Pavia ha concesso lesemplare manoscritto degli statuti cittadini del 1393.
Libertà e terre di libertà nella prima età moderna.
Da Atene alla Repubblica di San Marino
7-29 settembre 2010
Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia
Strada Nuova, 65 Pavia
Inaugurazione martedì 7 settembre ore 17, 30
Orari di apertura: lunedì-venerdì 8,15-18,45 - sabato 8,15-13,45
Per Informazioni:
BIBLIOTECA UNIVERSITARIA DI PAVIA Strada Nuova 65, 27100 PAVIA tel. 038224764 fax 038225007
dott.ssa Antonella Campagna antonella.campagna@unipv.it