Università degli studi di Pavia
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Promossa dal Comune di Pavia in collaborazione con la Segreteria di Stato per lIstruzione e la Cultura della Repubblica di San Marino, e allestita nel settecentesco Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria, la mostra bibliografica "libertà e terre di libertà nella prima età moderna. Da Atene alla Repubblica di San Marino" offre un singolare itinerario bibliografico e iconografico dellidea di libertà attraverso le opere dei maggiori pensatori europei della prima età moderna.
Nei suoi ricchi fondi librari, la Biblioteca Universitaria di Pavia custodisce, inerenti al tema, non solo alcune importanti prime edizione quella del De Republica di Cicerone (Roma 1822), quella della Republica Fiorentina di Donato Giannotti (Venezia 1721), oppure, ad esempio, quella del Leviathan di Thomas Hobbes (London 1651) ma anche le opere di Giovan Battista Piranesi, di Jan Blaeu e di Jan Jansson che permettono, con le loro tavole incise, di raffigurare singolari prospettive e paesaggi di libertà: da Roma antica a Venezia, a San Marino.
La mostra richiama alcuni momenti di quella tradizione - dallUmanesimo ai repubblicani inglesi, dal giusnaturalismo allilluminismo - nelloffrire al pubblico le grandi opere e le più importanti dottrine che disegnarono nei secoli nuove dimensioni di libertà: dalle libertà politiche alla libertà di pensiero e di espressione, alla libertà di commercio.
Lesposizione, articolata in sedici sezioni e ricca di oltre 130 volumi e documenti, è aperta, non a caso, da una sezione dedicata alle immagini della libertà, così come venne rappresentata nelle edizioni che dal Cinquecento al Settecento segnarono la fortuna editoriale dellIconologia di Cesare Ripa, fonte ineludibile per comprendere appieno le simbologia che caratterizzò la produzione artistica e culturale della prima modernità.
Una sezione è specificatamente dedicata alla Repubblica di San Marino e al mito che ne ha accompagnato la storia a partire dalla prima età moderna.
Invero, il motto Libertas o Libertas perpetua, riprodotto anche sui sigilli e sugli stemmi della Terra Sancti Marini, vi possiede ancora oggi differente valore rispetto alla retorica con cui le altre repubbliche (Venezia, Firenze, Lucca, Genova) avevano inteso affermare lessenza stessa del loro sistema politico.
Infatti, la tradizione quasi millenaria di autogoverno e di libertà di cui gode la comunità del Titano, nel 2008, è stata riconosciuta dallUnesco patrimonio dellUmanità, quasi a ribadire lesaltazione che Abraham Lincoln aveva fatto della Repubblica quale paradigma dei valori repubblicani di governo, anzi come incoraggiamento per tutti gli amici dellUmanità. Non è un caso, quindi, che la lettera indirizzata il 7 maggio 1861 dal presidente Lincoln ai Capitani Reggenti del piccolo Stato figuri come pezzo importante nel percorso espositivo, accanto agli statuti del 1295-1302 del Commune Sancti Marini e accanto allautografo del discorso su La libertà perpetua di San Marino pronunciata da Carducci il 30 settembre 1894 in occasione dellinaugurazione del Palazzo Pubblico della Repubblica del Titano. Questi documenti con generosità sono stati forniti dagli Istituti culturali della Repubblica di San Marino, così come con eguale collaborazione la Biblioteca Civica Bonetta di Pavia ha concesso lesemplare manoscritto degli statuti cittadini del 1393.