Università degli studi di Pavia
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Lavanguardia radicale di Marcello Gallian
Il Centro Manoscritti dellUniversità di Pavia, che conserva le carte di Marcello Gallian (1902-1968), dedica un convegno di studi e una mostra documentaria allo scrittore romano, a quarantanni dalla sua scomparsa: le iniziative si propongono di chiarire alcuni momenti della vicenda politica e letteraria di Marcello Gallian, autore assai fecondo in ambito narrativo e teatrale, oggi quasi del tutto dimenticato sia come scrittore sia come esponente del cosiddetto fascismo di sinistra. Significativa figura di intellettuale del primo Novecento, Gallian, protagonista dellavanguardismo romano negli ambienti di Bragaglia, fu, come lo ha definito Umberto Carpi, «uno scrittore di primissimo rango», «il più forte scrittore dellarea bontempelliana e novecentista, lunico capace di autentiche accensioni e suggestioni surrealiste». «Irriducibile fascista antiborghese», ebbe un ruolo rilevante nella vita culturale del regime fascista e collaborò ad alcune fra le riviste più significative del Ventennio, eppure non fu mai uno scrittore ufficiale (Paolo Buchignani ne ha ricostruito nel 1984 la vicenda, nel volume La battaglia antiborghese di un fascista anarchico): si batté ostinatamente per quella rivoluzione antiborghese che vagheggiava, ma che non vedeva realizzata, tanto che alcune sue opere furono colpite dalla censura fascista. Nel 1925, alcuni anni dopo lesperienza fiumana (giovanissimo, nel 19 aveva abbandonato il collegio per seguire DAnnunzio a Fiume) uscirono i suoi primi scritti; nel 1928 il suo primo romanzo, Il dramma nella latteria, fu ospitato su un intero numero della rivista di Libero De Libero e Luigi Diemoz, LInterplanetario, mentre lanno dopo al Teatro degli Indipendenti di Bragaglia furono rappresentati i tre atti della sua Casa di Lazzaro. I primi anni Trenta segnarono il punto più alto del successo di Gallian: tra il 1934 e il 1935 uscirono ben quattro libri di cui uno, Comando di tappa, gli valse il Premio Viareggio.
La mostra, curata da Nicoletta Trotta, intende illustrare vari aspetti dellattività culturale e artistica di Gallian, documentandone le tappe più significative, attraverso una prima selezione dei materiali bibliografici e documentari presenti nellarchivio dello scrittore, approdato nel 2002 al Fondo Manoscritti per generosa donazione della famiglia Gallian.
Accanto alle opere a stampa (libri, riviste, ritagli di giornale) si espongono carte autografe dello scrittore, lettere e cartoline estratte dal ricco corpus dei carteggi che annovera corrispondenti del calibro di Bacchelli, Bontempelli, Bilenchi, Cecchi, Govoni, Montale, Ungaretti, la Aleramo, la Manzini. Ricca la sezione iconografica: oltre alle fotografie, si presentano al pubblico opere pittoriche dello stesso Gallian, che negli anni Sessanta, nel generale oblio che avvolse la sua figura nel dopoguerra, si dedicò prevalentemente allattività artistica.
La mostra rimarrà aperta fino al 17 gennaio
lunedì venerdì: 8.15 - 18.45
sabato: 8.15 - 13.45